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Neurosviluppo infantile

Le tappe dello sviluppo del bambino: cosa aspettarsi a 18 e 24 mesi e quando non rimandare la visita dal medico

Le tappe dello sviluppo aiutano i genitori a notare che un bambino può aver bisogno dell’attenzione di uno specialista. Passiamo in rassegna i punti di controllo dei CDC a 18 e 24 mesi e spieghiamo in che cosa le tappe differiscono dallo screening.

In breve
  • Le tappe sono punti di riferimento, non una diagnosi: non sostituiscono uno screening standardizzato.
  • Non aspettare se il bambino non raggiunge una o più tappe o ha perso abilità acquisite.
  • Secondo la raccomandazione dell’AAP, lo screening generale dello sviluppo si fa a 9, 18 e 30 mesi e quello per l’autismo a 18 e 24 mesi.

I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) degli Stati Uniti pubblicano, nel programma «Learn the Signs. Act Early», le tappe dello sviluppo per età: a 2, 4, 6 e 9 mesi, a 1 anno, a 15 e 18 mesi, a 2 anni e 30 mesi, e a 3, 4 e 5 anni. Questi elenchi mostrano che cosa un bambino sa di solito fare a una certa età. Aiutano i genitori a seguire lo sviluppo e a parlarne per tempo con il medico.

Che cosa aspettarsi a 18 mesi

  • Sviluppo socio-emotivo: si allontana da te ma controlla che tu sia vicino; indica con il dito le cose interessanti; guarda con te alcune pagine di un libro; aiuta a vestirsi (infila il braccio nella manica).
  • Linguaggio e comunicazione: prova a dire tre o più parole oltre a «mamma» e «papà»; esegue una semplice istruzione senza gesti, per esempio dà il giocattolo quando glielo si chiede: «Dammelo».
  • Cognizione: imita le faccende domestiche degli adulti, come spazzare; gioca con i giocattoli in modo semplice, per esempio spinge una macchinina.
  • Movimento: cammina da solo, senza sostegno; scarabocchia; beve da una tazza senza coperchio, a volte versando; mangia con le dita e prova a usare il cucchiaio; sale e scende da solo dal divano o dalla sedia.

Che cosa aspettarsi a 2 anni

  • Sviluppo socio-emotivo: nota quando gli altri soffrono o sono tristi; guarda il tuo viso per capire come reagire in una situazione nuova.
  • Linguaggio e comunicazione: su richiesta indica oggetti in un libro («Dov’è l’orso?»); dice almeno due parole insieme, per esempio «ancora latte»; su richiesta indica almeno due parti del corpo; usa più gesti del solo salutare e indicare, per esempio manda un bacio o annuisce per dire sì.
  • Cognizione: tiene qualcosa in una mano mentre usa l’altra (per esempio, tiene un contenitore e toglie il coperchio); prova a usare interruttori, manopole o pulsanti di un giocattolo; gioca con più di un giocattolo contemporaneamente.
  • Movimento: calcia un pallone, corre, sale (senza arrampicarsi) alcuni gradini con o senza aiuto, mangia con il cucchiaio.

Quando agire senza indugio

I CDC consigliano di non aspettare se il bambino non ha raggiunto una o più tappe, ha perso abilità che aveva prima o hai altre preoccupazioni. I passi sono questi:

  1. parla con il medico del bambino, condividi ciò che ti preoccupa e chiedi dello screening dello sviluppo;
  2. se le preoccupazioni persistono, tue o del medico, chiedi un invio a uno specialista per una valutazione più approfondita;
  3. informati se sono disponibili programmi di intervento precoce (negli Stati Uniti sono i programmi di intervento precoce dei singoli Stati).

Le tappe non sono uno screening

Gli stessi materiali dei CDC sottolineano che non sostituiscono gli strumenti di screening dello sviluppo standardizzati e validati. Secondo la raccomandazione dell’American Academy of Pediatrics (citata dai CDC), lo screening generale dello sviluppo si effettua alle visite di controllo a 9, 18 e 30 mesi, mentre lo screening specifico per l’autismo a 18 e 24 mesi; ai bambini a rischio più elevato (per esempio nati pretermine, con basso peso alla nascita o con un fratello o una sorella con autismo) può servire più spesso. Il risultato di uno screening non è una diagnosi, ma un motivo per una valutazione più approfondita.

Un’avvertenza importante: si tratta di riferimenti americani. In Ucraina il calendario dei controlli preventivi è stabilito dal pediatra o dal medico di famiglia, ed è con lui che conviene discutere ogni dubbio. Ogni bambino ha i suoi tempi e uno scostamento dall’elenco non significa di per sé un problema, ma è un motivo per parlarne con il medico.

Fonti

Questo materiale ha carattere informativo e non sostituisce la consulenza di un medico o di uno psicologo. L’automedicazione può essere dannosa per la tua salute.