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Salute mentale

Insonnia dopo lo stress: perché si raccomanda prima la terapia cognitivo-comportamentale e non i sonniferi

La linea guida europea sull’insonnia del 2023 indica la terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-I) come prima scelta per gli adulti di qualsiasi età. I farmaci sono raccomandati solo se necessari e per breve tempo.

In breve
  • Linea guida europea del 2023: la CBT-I è il trattamento di prima linea dell’insonnia cronica negli adulti, anche con altre malattie.
  • I farmaci, se prescritti, per non più di 4 settimane: la tolleranza si sviluppa in giorni o settimane.
  • Non si devono interrompere o cambiare i farmaci da soli: decidi insieme al medico.

L’insonnia è un disturbo in cui si fa fatica ad addormentarsi o a dormire senza risvegli; a volte si presentano entrambe le difficoltà. Si aggiungono problemi durante il giorno: stanchezza, umore basso o irritabilità, difficoltà di attenzione e concentrazione. Per parlare di «disturbo da insonnia», queste difficoltà devono presentarsi almeno alcune volte alla settimana per 3 mesi. Secondo la linea guida, ne soffre fino al 10% degli adulti europei.

Che cosa raccomanda la linea guida europea sull’insonnia del 2023

La linea guida è stata elaborata dalla European Sleep Research Society (ESRS) e dallo European Insomnia Network (EIN). I punti principali:

  • Il trattamento di prima linea dell’insonnia cronica negli adulti di qualsiasi età, compresi quelli con altre malattie, è la terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-I); è il livello di evidenza più alto (A). Può essere svolta di persona (individualmente o in gruppo) o in forma digitale, tramite un sito o un’app di efficacia dimostrata, preferibilmente con il supporto di un professionista.
  • Come funziona: La CBT-I lavora sul pensiero («mente che corre») e al tempo stesso ripristina un sano schema di sonno.
  • Se la CBT-I non è abbastanza efficace, paziente e medico decidono insieme se iniziare un farmaco.
  • Durata dell’assunzione: i farmaci sono in genere raccomandati per non più di 4 settimane, perché la tolleranza si sviluppa in giorni o settimane; non si consiglia di aumentare la dose, perché può accelerare la dipendenza. In alcuni casi sono possibili cicli più lunghi, dopo un’attenta valutazione di benefici e rischi.

Che cosa la linea guida non raccomanda

Antistaminici, antipsicotici, melatonina a rilascio rapido, ramelteon e fitoterapici non sono raccomandati per il trattamento dell’insonnia (livello A). Fototerapia ed esercizio fisico possono essere un utile complemento alla CBT-I (livello B).

Una nota a parte per chi ha vissuto un trauma

La linea guida sull’insonnia parla dell’insonnia in generale. Se il disturbo del sonno è legato al DPTS, consulta anche la linea guida dei Dipartimenti degli Affari dei Veterani e della Difesa degli Stati Uniti (VA/DoD, 2023): secondo il suo riepilogo, le benzodiazepine non sono raccomandate nel DPTS, mentre la prazosina è suggerita da valutare specificamente per gli incubi, ma non come trattamento del DPTS in generale. Perciò qualsiasi sonnifero nel DPTS va discusso con il medico, senza decidere da soli.

Che cosa fare in pratica

  • Se dormire male capita più volte alla settimana per più di qualche settimana e interferisce durante il giorno, rivolgiti al medico di famiglia o a uno psichiatra. Per la valutazione si usano un colloquio su sonno e salute, questionari e diari del sonno.
  • Chiedi della CBT-I: un programma in presenza o digitale di efficacia dimostrata.
  • Non interrompere né cambiare i farmaci prescritti senza il medico.

Fonti

Questo materiale ha carattere informativo e non sostituisce la consulenza di un medico o di uno psicologo. L’automedicazione può essere dannosa per la tua salute.